mercoledì 26 marzo 2008

Lavare la ciotola

Una monaca appena entrata in monastero chiede alla Maestra:
"Ti prego, dammi qualche consiglio."
La donna risponde: "Hai mangiato la zuppa di riso?". La monaca: "Sì". E la donna: "Allora va a lavare la tua ciotola".

Penso che questo sia il miglior consiglio possibile all'inizio di un percorso introspettivo: tenere pulita la ciotola. Sottolinea l'importanza di portare a compimento ogni azione. Si tratta di una forma di igiene mentale, farlo permette di avere la mente sgombra.

All'inizio del mio percorso monastico informale, mi è stata sottolineata l'importanza di rifare sempre il letto ogni mattina. Prendersi cura del passaggio tra sonno e veglia è una forma di rituale.

Quante azioni lasciamo incompiute e quali conseguenze derivano dal non avere lavato la ciotola. Ogni processo ha un suo sviluppo: inizio, evoluzione e conclusione. Il momento di lavare la ciotola può quindi essere anche molto differito nel tempo, ma arriva.

Il rituale di pulizia precede e permette un nuovo inizio.
Qualcuno ha detto: la vita è manutenzione. E dicendolo sbuffava

Vedo la manutenzione come l'arte del coltivare, del prendersi cura. È un modo di esteriorizzare rispetto, ed è segno di consapevolezza.